Laurea in Psicologia

Quest’anno mi sono iscritta all’Università con l’intento di conseguire una seconda laurea in Psicologia. Ci pensavo da moltissimi anni, è un desiderio che avevo da sempre in mente e alla fine mi sono decisa. Ho detto proviamo, invece di stare fermi ad immaginare e fantasticare, meglio agire, provare, sbatterci il muso, vedere com’è. Altrimenti si rimane intrappolati dentro a delle idealizzazioni. Infatti era così. Dopo il primo esame mi sono già stufata. Imparare dei manuali a memoria non mi dà molta soddisfazione, centinaia di teorie, nessuna pratica. Gli esami del primo anno non sono particolarmente interessanti, le cose più interessanti arrivano al terzo anno e forse qualcosa al secondo, a me interessa in particolare la parte clinica  e dinamica. Comunque si studiano solo teorie, molte anche datate nel tempo. L’accademia in Italia è così. Provo più soddisfazione a studiare psicologia per conto mio, da Antonino Ferro a Glen O. Gabbard (in English of course!) e di tantissimi altri, c’è tanta psicologia interessante là fuori. Dentro i programmi universitari c’è la muffa ormai, non so davvero come pensiamo di andare avanti così. Perdendo tempo ed anni preziosi. Io come sempre continuo a lottare per avere qualcosa di diverso, qualcosa di più del minimo sindacale. L’università io la voglio diversa, con programmi differenti.

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Depressione e neve

Vorrei dire qualcosa di mio sulla depressione, stato d’animo in cui ci si può ritrovare nel corso della propria vita. Ci si può sentire depressi per vari motivi, di solito accadono eventi che non riusciamo a digerire, ad esempio una delusione affettiva o una delusione sul lavoro. Gli analisti risalgono spesso all’infanzia per spiegare il presente, io credo invece che bisogna partire dal presente. Se io sono depresso oggi, ora, è perché mi è accaduto qualcosa ora o di recente. Il dolore è adesso. Prediligo le teorie che si focalizzano sul presente, è il presente che dobbiamo migliorare, che può darci forza e che realmente esiste e può essere modificato. Comunque la depressione ha anche i suoi effetti benefici, è come una nebbia che sale nell’anima e rende tutto ovattato, silenzioso, spegne tante emozioni negative, rancori, rabbie impotenti che non portano a nulla. La depressione è come un manto soffice di neve che protegge dal mondo, dal rumore. Tutto si fa silenzioso.

Medical school

Ieri leggevo il blog di una donna americana molto in gamba sposata con un medico, divorziata, con tre figli, blogger e scrittrice (a questo link trovate il suo sito http://gailkonopbaker.com/) (qui un suo vecchio blog: http://207.56.179.67/secret_lives/). A 45 anni ha dovuto anche affrontare il cancro. Ciò che mi ha colpito nei suoi racconti è l’aver fatto tre figli in giovane età mentre il marito frequentava ancora la medical school (in pratica il periodo di specializzazione) e avevano i debiti da pagare (mutuo, università del marito, macchina). Nella cultura americana è normale, i ragazzi escono di casa presto, ci si sposa e si mette su famiglia prima nonostante le condizioni siano precarie quanto le nostre, se non di più, dato che partono con una montagna di debiti. Si fanno il mazzo. Ecco l’impressione che io ho avuto di questa donna, Gail, è proprio che si è fatta il mazzo. Mentre le montagne di fatture crescevano, Gail si è cercata un altro lavoro rispetto a quello di insegnante che rendeva troppo poco, l’ha trovato, ha iniziato a fare la venditrice mentre aspettava il terzo figlio. Ha avuto tre settimane di maternità per il terzo figlio, poi è tornata a lavorare, resistendo pochi mesi, perché effettivamente con un figlio così piccolo era difficile (glielo teneva il marito che aveva incastrato i suoi studi in modo da riuscire a stare a casa). Però cavoli che forza. Adesso dopo aver tirato su tre figli, lavorato e lasciato il marito (e sconfitto il cancro!) ha deciso che era tempo di seguire la sua grande passione: la scrittura. Ha pubblicato un libro su Amazon, scrive, si dà da fare, coglie le opportunità.