Lavoro

“Il lavoro che abbiamo ci identifica. Se facciamo un lavoro che non ci piace, in una società che non ci piace, in cui non ci sentiamo di tirare fuori il meglio, questo immancabilmente si abbatterà sulle relazioni e persino sul nostro aspetto fisico, saremo meno belli, affascinanti, sereni, ma si abbatte anche sugli hobby, una patina di insoddisfazione sommergerà anche quei momenti in cui fai qualcosa che ti piace, perché ad avere più tempo lo faresti meglio e con maggiore capacità. Oggi che la pensione è diventata un’utopia, che qualunque hobby raggiunge livelli assurdi di qualificazione, oggi che il lavoro ce lo dovremo far piacere fino ai settantacinque anni è meglio che ti piaccia quello che fai e se non ti piace fai di tutto per fare quello che ti piace. Tutto dipende da quelle migliori otto-dieci-dodici ore di te e del tuo impegno, tutto proprio, persino la tua capacità di guardare in faccia i figli. 

Non è più tempo di fare un lavoro di merda aspettando la pensione, non è più tempo di aspettare di varcare la soglia di casa per esistere, non è più tempo e basta.”

Commento tratto da: http://forum.corriere.it/supplemento-singolo/15-09-2013/lavoro-2399779.html

 

 

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