Gli ultimi due mesi

In questi ultimi mesi mi sembra di non aver vissuto. O forse ho solo vissuto male. Me ne rendevo conto stamattina mentre guardavo questo splendido blog corredato da foto di Milano: http://www.s-notes.net/ l’autrice nel suo tempo libero va in giro per Milano a fare fotografie alla città e si ferma a fare merenda in locali deliziosi. Ho visto la foto di una torta pere e cioccolato e ho esclamato anch’io! E poi tutte le foto dell’autunno, una stagione che adoro proprio per i colori del foliage e per i cieli azzurri. Quest’anno non me ne sono neanche accorta, ho passato due mesi infernali solo a pensare al lavoro. Al lavoro che stavo perdendo e a tutte le sue complicazioni. Di mio l’avrei anche vissuto relativamente bene, desideravo un cambiamento, ma è stato il contorno di ambiente di lavoro infernale che mi ha reso questi mesi difficili. La collega sempre incazzata, ci pagheranno il preavviso, non ce lo pagheranno, ci faranno fare le ferie prima della Cassa, ce le devono far fare, è un diritto, ah gli farò causa su questo e quest’altro, ah mi licenzio subito allora, la cassa integrazione non mi va bene, è meglio la mobilità, ma a te va bene? Tutto così. In continuo. Io mi ero già preparata in questi anni a questo tsunami perché sapevo che la fine sarebbe stata questa, ho letto libri, ho progettato, i progetti aiutano a superare i momenti di difficoltà. Nonostante ciò superare due mesi di polemiche non è stato facile. Mi sarei voluta godere gli ultimi due mesi di lavoro, i miei clienti, i miei libri, le cose che mi piacevano, il mio ufficio, un addio in nostalgia. Invece ormai non vedevo l’ora che finisse, di fuggire a questa devastazione continua, quasi un sistema per non rimpiangere nulla.  

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2 pensieri su “Gli ultimi due mesi

  1. Ciao carissima,
    anch’io sono un’estimatrice del blog s’note…: è fantastico!
    ma mi pare che anche il tuo sia mooooolto interessante! complimenti. L’ho appena scoperto dal blog di simone perotti, che anch’io seguo perché pratico da tempo il downshifting.
    Ora, con calma, mi leggo i tuoi post e magari poi ti riscrivo.
    Se sei a Milano, e se ti va, magari ci si potrebbe incontrare in uno dei locali consigliati da Silvia, davanti a una guduriosa fetta di torta.. per confrontarci sul tema “scollocamento”.
    Che ne pensi?

    Con stima
    Stella

    • Ciao Stella, non sono di Milano, ti scrivo in privato la città. Questo blog è una sorta di diario dei miei pensieri, scrivere mi viene naturale ed è quasi una necessità. Lo scollocamento l’ho pensato per tanto tempo, poi alla fine mi hanno scollocato loro! Insieme a tanti altri colleghi, per questo condivido il motto di Perotti “scollocatevi voi prima che vi scollochino loro”. Volevo anche aprire un ufficio di scollocamento su Linkedin, poi per il momento ho desistito.
      Ricambio la stima!
      gattolibero

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