Bisogni indotti

Si fa un gran parlare dei bisogni indotti, tutti questi oggetti superflui che compriamo perché ci hanno convinto subdolamente che ci servono. Non so che vita fate voi, ma io tutta questa corsa agli oggetti superflui non l’ho mai fatta e mi sembra un po’ un luogo comune. Non saprei dirvi qual è l’ultimo oggetto che ho acquistato. Ieri ho comprato un libro. Cosa comprate di così superfluo? Io tranne il cibo e i libri non acquisto nient’altro di materiale. Acquisto però servizi non indispensabili ma che fanno bene alla mia anima, ecco un elenco:

– tennis: adoro questo sport, praticarlo mi costa un po’, non molto di più che un abbonamento in palestra

– viaggi: mi piace viaggiare, acquisto biglietti aerei, sistemazione, ecc. per circa un paio di volte all’anno, viaggio sia in Italia che all’estero

-un cinema, un concerto all’anno (non incidono minimamente sul budget in queste quantità)

L’elenco è già finito, potrei aggiungere che in passato ho fatto un percorso di analisi, quello era un altro servizio, però non avrei davvero altro da aggiungere. Faccio una vita molto semplice e allo stesso tempo di alta qualità. Dove sono tutti questi acquisti superflui? Non ho nemmeno la macchina (la Volkswagen sta pensando di non vendere più auto in futuro ma di darne solo l’uso, ci stanno arrivando che tanti di noi non sentono nessun bisogno di avere il possesso dell’auto, non simboleggia proprio nulla). 

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2 pensieri su “Bisogni indotti

  1. Di materiale acquisto pochissimo, ogni tanto qualche libro digitale, qualche videogioco, ma sempre cercando la convenienza.
    Qualche uscita con gli amici (birra al pub), e poi purtroppo la benzina. Uso poco la macchina, solo quando è necessario (diciamo 1-2 volte a settimana per tratti brevi).
    Mi piacerebbe tantissimo non doverla più usare, però secondo me ci sono situazioni in cui è purtroppo necessaria. Se vivo fuori città in un posto non servito dai mezzi pubblici (che sono sempre meno), come mi sposto se devo fare 20-30 km? Se devo correre al pronto soccorso non ho il tempo di noleggiare una macchina, come faccio? Non sempre ci può essere qualcuno pronto a portarti, e comunque è anche brutto dipendere dagli altri.
    Sia chiaro, non critico chi fa a meno dell’auto, è una scelta che ammiro e condivido in larga parte. Però non è semplice come rinunciare allo shopping compulsivo o ai consumi esagerati.

    • Per quanto riguarda la macchina è possibile rinunciarvi solo se si vive in città. Di solito, nelle città ben organizzate, la mia è tra queste, c’è una rete di mezzi pubblici che consente di spostarsi ovunque senza problemi. In caso di emergenza o di uscite serali in cui nessuno ti può dare un passaggio si può ricorrere al taxi, come spesa saltuaria. Per chi abita fuori città la macchina è praticamente indispensabile, di solito i mezzi pubblici sono più rari (passano ogni tanto) e non coprono tutte le aree, diventa troppo difficile. Ci vorrebbe una metropolitana tipo quella di Londra che raggiunge davvero ogni posto, anche in questo caso parliamo di una grande città.

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