Prendersi un anno sabbatico

Penso che tutti dovrebbero concedersi uno o più anni sabbatici nel corso della loro vita. Nel mondo anglosassone è molto diffuso ed è proprio una buona abitudine. Spesso l’anno sabbatico viene preso tra la fine dell’università e l’ingresso nel mondo del lavoro, consente magari di viaggiare per il mondo e fare un’esperienza di formazione e di crescita. Conosco diverse persone che l’hanno fatto dopo la fine degli studi ed è stata un’ottima scelta. Permette di prendere un periodo di pausa, riorganizzarsi le idee e appunto esplorare il mondo.
Penso che siano ancora più utili gli anni sabbatici presi nel corso della propria vita. Io me ne sto prendendo uno adesso, dopo quasi dieci anni di lavoro dipendente. Non l’avevo preso dopo la laurea perché avevo trovato lavoro subito. A volte mi sono pentita di quella scelta perché desideravo fare un anno di vita all’estero e una volta “intruppata” nel lavoro dipendente non è stato più possibile, ma ricordo molto bene che dopo la laurea desideravo lavorare subito. Dieci anni dopo è arrivato finalmente il momento giusto per il gap year. Complice la fine del lavoro dipendente che facevo e l’apertura di una nuova pagina da scrivere.
Questo periodo mi serve anche per chiarire le idee. Chiarire le idee per me non significa passare tutto il tempo a pensarci su, fare liste di pro e contro, scrivere e pianificare, ma lasciare maturare le decisioni dentro di sé, nel silenzio possibilmente. Le cose che desideriamo fare vengono fuori dal cuore spontaneamente, ci appartengono già. Scriverò un post su questo argomento, merita una discussione a parte.
Torniamo all’anno sabbatico, ho fatto un po’ di ricerche e ho letto le storie di diverse persone che hanno mollato il lavoro o che hanno preso un’aspettativa dal lavoro per prendersi questo periodo di pausa salutare. Ripeto, nei paesi anglosassoni fa parte della normalità della vita. Trovo che l’ideale sia farlo tra un passaggio di vita e l’altro, ad esempio tra un lavoro e l’altro come mi è capitato. Si chiude un capitolo della vita, se ne apre uno nuovo, in quella terra di mezzo l’anno sabbatico è l’anno della semina che bisogna prendersi per sé.
Non è necessario andare in giro per il mondo, io ho viaggiato molto in questi anni e non sentivo la necessità di partire per viaggi di esplorazione. Forse andrò via per un breve periodo di aggiornamento per il lavoro che andrò a fare dopo, ma il mio anno sabbatico me lo sto godendo a casa da puro downshifter 🙂
Vivere la propria giornata senza orari prestabiliti, scegliendo l’ora migliore per ogni cosa, ad esempio fare la spesa durante la settimana negli orari meno affollati è impagabile. Rallentare i ritmi, fare le cose che piacciono con le persone che piacciono. Desideravo imparare le tecniche di disegno e pittura da anni, finalmente ho tempo per farlo e lo sto facendo, mi riesce anche piuttosto bene e soprattutto mi dà soddisfazione. Ci si gode tutte le cose della vita esattamente come le descrive Simone Perotti nel suo blog di downshifter, è un momento di reset interiore.

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2 pensieri su “Prendersi un anno sabbatico

  1. Ciao, molto interessante questa tua testimonianza di come può essere la vita durante l’anno sabbatico (o fuori dai soliti schemi e dalla routine giornaliera).
    Rimane però un assaggio prima di tornare alla normalità… ci vorrebbe ben altro per restarci in quella condizione di maggiore libertà. Cosa ne pensi?

    • Ciao Fabio, la mia idea è non farlo rimanere solo un assaggio prima di tornare alla normalità, ma di integrarlo con una nuova vita. Il prossimo anno dovrò inventarmi un nuovo mestiere, in realtà ce l’ho già in mano, si tratta di farlo diventare un’attività in proprio che mi dia un reddito. Sto passando dal lavoro dipendente al lavoro autonomo proprio per potermi gestire gli orari come desidero e non dover stare nella “gabbia” di orari e routine imposte dagli altri. Il mio motto è “non si torna più indietro”, quando ti abitui a mangiare bene a casa, senza fretta (io prima non facevo mai colazione a casa, scappavo in ufficio dove mangiavo qualcosa di confezionato mentre leggevo l’email), a fare la spesa negli orari migliori, a disegnare e dipingere il mattino quando hai la mente libera e tante altre belle cose, non riesci più a tornare indietro. L’obiettivo non è tornare alla vita di prima, ma integrare il lavoro alla vita di adesso, quindi sto immaginando una nuova vita. In generale ho visto che chi prende un anno sabbatico durante la vita, fa poi dei cambiamenti nella vita dopo, è difficile che ritorni alla normalità di prima…diverso è il caso di chi prende l’anno sabbatico dopo gli studi, di solito è un anno di libertà prima di entrare “nell’ingranaggio” del mondo del lavoro.

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